Decreto Trasparenza: cosa devono fare le aziende (e cosa cambia entro il 7 giugno 2026)
Dal 2022 nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro. Ora, con l’arrivo della Direttiva europea sulla trasparenza salariale, le aziende sono chiamate a un ulteriore passo evolutivo.
Cos’è il Decreto Trasparenza e perché riguarda (quasi) tutte le aziende
Il Decreto Trasparenza (D.Lgs. 104/2022), in vigore dal 13 agosto 2022, ha introdotto nuovi e più stringenti obblighi informativi a carico dei datori di lavoro.
L’obiettivo è chiaro: garantire condizioni di lavoro più trasparenti e prevedibili, in linea con la Direttiva UE 2019/1152.
Si tratta di una normativa trasversale, che si applica alla maggior parte delle tipologie contrattuali:
- contratti a tempo determinato e indeterminato
- part-time
- lavoro intermittente
- somministrazione
- collaborazioni etero-organizzate
Cosa devono fare le aziende oggi
Il Decreto ha ampliato in modo significativo le informazioni che devono essere fornite ai lavoratori, già in fase di assunzione.
Tra gli elementi principali:
- informazioni dettagliate su retribuzione, ferie, formazione e periodo di prova
- indicazioni precise su orario di lavoro e gestione degli straordinari
- tempistiche chiare di consegna (dal primo giorno fino a un massimo di 30 giorni)
Una delle novità più rilevanti riguarda l’obbligo di comunicare l’eventuale utilizzo di:
- sistemi automatizzati
- algoritmi
- strumenti di monitoraggio
che incidono su aspetti come assunzione, valutazione, turnazione o sanzioni disciplinari.
Attenzione alle sanzioni
Il mancato adeguamento può comportare sanzioni amministrative anche rilevanti.
Inoltre, le verifiche ispettive si stanno concentrando sempre di più su:
- correttezza delle informazioni fornite
- coerenza documentale
- gestione dei dati e privacy del personale
Il prossimo passo: cosa cambia entro il 7 giugno 2026
Il tema della trasparenza non si ferma qui.
Entro il 7 giugno 2026, l’Italia dovrà recepire la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, che introdurrà importanti novità:
- obbligo di indicare la RAL negli annunci di lavoro
- divieto di chiedere ai candidati la retribuzione percepita in precedenza
- diritto dei lavoratori a conoscere i criteri di determinazione degli stipendi
- obblighi di rendicontazione del divario retributivo di genere
Per molte aziende, questo significa rivedere non solo i documenti, ma anche i processi interni.
Non solo obbligo: un’opportunità organizzativa
Adeguarsi al Decreto Trasparenza non è solo una questione normativa.
È anche un’occasione per:
- strutturare meglio i processi HR
- migliorare la comunicazione interna
- rafforzare la fiducia tra azienda e lavoratori
Come può supportarti GIP Studio
GIP Studio affianca le aziende in un percorso completo che unisce compliance, organizzazione e visione strategica:
✔ Compliance normativa
Adeguamento agli obblighi del D.Lgs. 104/2022 e preparazione alla Direttiva europea sulla trasparenza salariale.
✔ Organizzazione dei processi
Strutturazione di onboarding, contrattualistica e policy aziendali coerenti e aggiornate.
✔ Visione strategica
Analisi dei gap in ottica di certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.
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