La logica che sta alla base dell’economia circolare si basa sulla prevenzione e riduce al massimo gli sprechi.

Cio, già in fase di progettazione il prodotto è pensato in modo che non diventi un rifiuto in seguito. Si pensa già al suo possibile riutilizzo futuro, al possible smontaggio, ristrutturazione, trasformazione in qualcosa d’altro; trasformazione che però è semplice senza bisogno di apportare altre risorse (energetiche in primis). Se il prodotto, pensiamo ad esempio al packaging, è biodegradibile non diventa rifiuto ma diventa compost.

Tornando all’inglese si parla di modello “cradle to cradle”, di solito si dice dalla culla alla tomba, cioè da risorsa a rifiuto, in questo caso si compie un giro si fa 360 a gradi, si parte dalla culla, e si ritorna alla culla perché il prodotto acquista nuova vita.

E’ un’economia dunque che si rigenera da sola.