Prevenire e contrastare la violenza e le molestie sul lavoro: una responsabilità organizzativa, non solo normativa

La violenza e le molestie sul lavoro non sono episodi isolati o “casi HR”.
Sono fenomeni che impattano profondamente persone, organizzazioni, clima aziendale, reputazione e performance.

Negli ultimi anni il tema è entrato con forza nel dibattito internazionale grazie alla Convenzione OIL n.190 (2019), che ha introdotto una definizione chiara e ampia di violenza e molestie nel mondo del lavoro e ha rafforzato la responsabilità delle imprese nel prevenirle e contrastarle.

Nel 2025 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato il manuale “Prevenire e contrastare la violenza e le molestie sul lavoro – Programma di formazione per le imprese”, uno strumento operativo pensato per aiutare le aziende a strutturare percorsi formativi concreti e coerenti con gli standard internazionali.
Ma cosa significa, in pratica, per un’impresa?

Violenza e molestie: di cosa stiamo parlando?

Quando si parla di violenza e molestie sul lavoro non si fa riferimento solo a episodi estremi o penalmente rilevanti.

La Convenzione 190 include:

  • comportamenti inappropriati reiterati
  • molestie verbali o psicologiche
  • molestie sessuali
  • discriminazioni
  • abusi di potere
  • comportamenti che creano un ambiente di lavoro ostile o umiliante

Il manuale OIL sottolinea che questi fenomeni possono verificarsi:

  • nei luoghi di lavoro fisici
  • durante trasferte
  • in contesti digitali
  • nelle relazioni con clienti, fornitori o stakeholder

Il punto centrale è questo:
non si tratta solo di “incidenti”, ma di rischi organizzativi.

Perché per le imprese è una priorità strategica

Contrastare violenza e molestie non è soltanto un imperativo etico.

È una scelta strategica.

Il manuale evidenzia diversi impatti concreti:

  • deterioramento del clima aziendale
  • aumento di turnover e assenteismo
  • riduzione della produttività
  • danno reputazionale
  • esposizione a contenziosi legali
  • perdita di attrattività verso investitori e stakeholder

Le organizzazioni che ignorano il problema non stanno semplicemente “rimandando” una questione: stanno aumentando un rischio.

Al contrario, le imprese che investono in prevenzione rafforzano:

  • cultura del rispetto
  • senso di appartenenza
  • reputazione
  • sostenibilità nel lungo periodo

Non basta una policy nel cassetto

Uno degli aspetti più interessanti del manuale OIL è l’approccio sistemico.

Non propone una soluzione simbolica, ma un percorso strutturato che include:

  • definizioni chiare e condivise
  • analisi e valutazione dei rischi
  • meccanismi di segnalazione efficaci
  • procedure di gestione dei casi
  • formazione mirata
  • monitoraggio e miglioramento continuo

Il messaggio è chiaro:
scrivere una policy non è sufficiente.

Serve un sistema.

Serve coinvolgimento della leadership.
Serve formazione.
Serve consapevolezza diffusa.

Il ruolo della leadership

Il manuale insiste su un punto fondamentale: la prevenzione parte dall’alto.

Dirigenti e titolari d’impresa hanno un ruolo determinante nel:

  • dare l’esempio
  • promuovere tolleranza zero verso comportamenti inappropriati
  • garantire che le segnalazioni vengano gestite con serietà
  • creare un ambiente sicuro in cui le persone possano esprimersi

La cultura organizzativa non nasce da una circolare interna.
Nasce da comportamenti coerenti nel tempo.

La formazione come leva concreta

La formazione non è un adempimento formale. È uno strumento di trasformazione culturale.

Il programma OIL prevede un percorso modulare di due giornate che può essere adattato al contesto aziendale e settoriale. Tra gli obiettivi principali:

  • comprendere cosa si intende per violenza e molestie
  • riconoscere i rischi
  • valutare situazioni critiche
  • sviluppare politiche aziendali efficaci
  • costruire strumenti operativi concreti

Particolarmente rilevante è la parte dedicata alla gestione del rischio:
valutazione preventiva, checklist operative, modelli di dichiarazione aziendale, questionari di autovalutazione.

Non teoria, ma strumenti.

Un percorso che si integra con la sicurezza e il benessere organizzativo

Prevenire violenza e molestie non è un tema separato dalla sicurezza sul lavoro.

Rientra pienamente in una visione più ampia di:

  • tutela della salute psicofisica
  • gestione dello stress lavoro-correlato
  • clima organizzativo
  • responsabilità sociale d’impresa

Le aziende che lavorano su questi aspetti non stanno “aggiungendo un modulo formativo”, ma stanno costruendo un modello organizzativo più solido.

E oggi, nella tua azienda?

Ogni organizzazione dovrebbe porsi alcune domande:

  • Esiste una policy chiara e conosciuta?
  • I lavoratori sanno come segnalare un episodio?
  • I responsabili sono formati per gestire situazioni delicate?
  • È stato valutato il rischio specifico nel contesto aziendale?
  • La leadership comunica in modo esplicito una posizione di tolleranza zero?

Se anche una sola risposta è incerta, significa che c’è spazio per migliorare.

Un impegno che guarda al futuro

La prevenzione della violenza e delle molestie sul lavoro non è una moda del momento.
È parte integrante di una cultura organizzativa moderna, responsabile e sostenibile.

Investire in questo ambito significa:

  • proteggere le persone
  • rafforzare l’impresa
  • ridurre rischi legali e reputazionali
  • costruire un ambiente di lavoro realmente inclusivo

Il percorso verso un ambiente di lavoro più sicuro inizia con l’impegno.
E l’impegno inizia dalla consapevolezza.

Contattaci per ragionarne insieme.

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